Lo  stemma di Lombriasco

L’emblema civico del comune, di cui non conosciamo la data dell’ideazione, è sormontato da un elmo con sottostante cartiglio recante la seguente scritta:

Locus umbrae actus

– luogo posto all’ombra –

In basso s’incrociano palme e chiavi allusive alla vendita della prevostura per conto dell’antipapa Clemente VII.
Lo stemma vero e proprio è diviso in quattro parti:

  • La prima in alto reca lo stemma dei Ponte, una croce rossa di S. Andrea in campo d’argento;
  • La seconda a destra reca sei scudi sovrapposti d’oro e d’argento in campo azzurro;
  • La terza reca una montagna al naturale da cui scende un fiume d’argento;
  • La quarta un castello rosso, dotato di terrazza di verde al suolo, aperto, finestrato e tegolato d’oro (alludente alla “domus, ossia monastero).

Comune

Il castello, il campanile

Il castello

Il ritrovamento di frammenti di lapidi romane testimonia la presenza di un edificio importante fin da quei tempi. Con l’avvento dei feudatari marchesi di Romagnano, prima dell’anno 1000, fu trasformato in castello medievale: a mattoni scoperti, munito di roccaforte, cinto da mura e fossati; una torre quadrata, che sormontava la porta del recinto a ponente, fungeva da campanile. Così era quando nel 1173 Manfredo Il di Romagnano ottenne la costituzione della Prevostura di Lombriasco con la presenza stabile di almeno dodici monaci agostiniani. Nel XIV secolo fu ripetutamente assaltato. Nel 1382 Amedeo, principe d’Acaja, su ordine dell’antipapa Clemente VII, residente ad Avignone, infeuda Lombriasco ad Antonio Ponte. Gli ultimi signori di Lombriasco che abitarono il castello, trasformato nel XVIII in palazzo signorile, furono Francesco Ponte (+ 1822) e la moglie contessa Ortensia (+ 1834). L’ultimo signore di Lombriasco, Nicolao Cesare Ponte morì, senza discendenti, a Monasterolo di Savigliano il 3 maggio 1850. Dopo numerose permute, nel 1878 le Benedettine di Mondovì acquistarono l’edificio e vi restarono finché non trovarono luogo più adatto a Chieri. Nel 1894 il primo successore di d. Bosco, d. Rua, vi stabilì una Comunità salesiana.

Il_castello

 

Il campanile

L’attuale campanile di Lombriasco non può definirsi tale, ma piuttosto torre civica: si tratta, infatti, di un edificio di proprietà comunale nel quale tuttavia il suono delle campane è gestito dalla parrocchia. Quest’opera fu realizzata dal Comune in sostituzione del vecchio campanile, che sorgeva all’ingresso della piazzetta della Chiesa parrocchiale, del quale nel 1825 si fece cessare il suono delle campane per evitarne il crollo. Il nuovo campanile costò circa Lire 18.000. Fu realizzato dal Comune che si avvalse dei proventi della vendita di 17,22 giornate di terreno (Lire 7.500), dell’offerta di Lire 3500 della marchesa De Gras Preville (contessa Ortensia di Lombriasco) e di risparmi di alcuni anni di magre entrate del Comune. Delle due campane attuali (note fa e la), la grande, del peso di kg 581, ottenuta dalla fusione di due delle tre vecchie campane, fu installata nel 1848; la piccola apparteneva ancora al vecchio campanile.
Dimensioni: base m. 6,70 x 6,70; altezza (all’innesto della croce) m 37.

Campanile

Chiesa parrocchiale, San Sebastiano, Santa Croce

Chiesa parrocchiale

Prima del XII secolo l’antica chiesa di Santa Maria era una semplice cappella posta di fianco al castello. Per opera del marchese Manfredo Il di Romagnano, di cui tuttora si conserva la lapide funebre, nel 1173 fu istituita la Parrocchia di Lombriasco affidata ai Canonici Agostiniani con il titolo di prevostura. Dopo un periodo di splendore, nel XVI secolo cadde talmente in rovina che le sacre funzioni dovettero essere officiate nella chiesa di San Sebastiano. L’edificazione della chiesa parrocchiale, in sostituzione della preesistente Chiesa di Santa Maria, fu decisa dal prevosto don Giacomo Ponte nel 1560. Nel 1674 don Paolo Ponte iniziò un lavoro di restauro e ampliamento che si protrasse per circa un secolo e portò l’edificio ad assumere le forme attuali. Nel 1779 fu riconsacrata dal cardinale Costa. Fu dotata di organo nel 1890. Per merito del parroco don Gorgerino nei primi anni del XX secolo fu completamente ridipinta e si ricostruì l’altare maggiore. Dai tempi della fondazione della parrocchia la presenza di sacerdoti fu, tra alti e bassi, costantemente assicurata. A metà del XX secolo si ebbe la prima importante conseguenza della scarsità di clero con la partenza dell’ultimo vice curato, don Pino Osella. Nel 1992 il perdurare di questa crisi ha fatto sì che la diocesi abbia assegnato la parrocchia alla Congregazione Salesiana presente in paese. Nel 1997 è entrato in funzione il nuovo oratorio parrocchiale comprendente salone polifunzionale, bocciodromo e campi gioco.

San Sebastiano

L’edificazione ebbe inizio nella seconda metà del XV secolo. Nel XVI secolo, essendo la chiesa parrocchiale caduta in rovina, la sostituì nell’ufficio delle sacre funzioni. Nel 1546 il cardinale Innocenzo Cibo vi somministrò la cresima e la trovò senza pavimento e con il soffitto in tavolato di legno. Nella prima metà del ‘600 fu ampliata nella forma attuale. Nei primi decenni del XVII secolo fu fondata la Confraternita di San Sebastiano che restò vitale fino alla metà del XX secolo. I confratelli, in numero di 150, avevano un sepolcro in mezzo alla chiesa. Il giorno di S. Sebastiano (20 gennaio) fu, per oltre tre secoli, giornata festiva, celebrata con grande solennità nel paese e di grande richiamo per il circondario. Fino agli anni cinquanta del Novecento la chiesa fu usata per celebrazioni liturgiche. Nell’Ottocento servì anche come seggio elettorale. A fianco della chiesa (attuale ala comunale, era posto il cimitero, trasferito nel sito attuale nel 1850 circa).

Santa Croce

Nei secoli è stata luogo di culto per i viandanti, e vi si celebrarono le funzioni religiose. Vi si venerava un frammento appartenente, secondo la leggenda, alla croce di Cristo, racchiuso in un reliquiario conservato nella chiesa parrocchiale. Fino oltre la metà del XX secolo ospitò numerosi ex-voto purtroppo trafugati ed era aperta alle visite nel triduo della settimana santa. Il piccolo campanile presenta l’originalità di essere a pianta triangolare. È stata restaurata negli ultimi anni del XX secolo.