Raccolta quote adesione AVAL sabato 21 e domenica 22 gennaio

Aval
LA RACCOLTA DELLE QUOTE DI ADESIONE ALL’AVAL per il 2017 (€ 30 per gli adulti; € 5 per i GIOVANI nati nel 1992 e successivi) avrà luogo presso la Casalbergo in Via Cesare Ponte 14
SABATO 21 GENNAIO 2017 ore 16-18 e DOMENICA 22 GENNAIO 2017 ore 9-12 e 14-18.

N.B.: chi volesse utilizzare la detrazione dalle tasse di quanto versato dovrà fare il versamento utilizzando il codice IBAN IT60 E033 5901 6001 0000 0111 797 a favore dell’AVAL via C. Ponte 34 Lombriasco (TO) e avvertirci.

2017: Trentaquattresimo anno di attività della casalbergo.

La vita della Casalbergo è connaturata, dalle origini ai giorni nostri, alla vita di questa Comunità Lombriaschese da cui ha avuto origine, esprimendone i migliori valori. Vi riportiamo una bella testimonianza che abbiamo trovato in un tema svolto da un nostro antico concittadino del cui manoscritto siamo venuti in possesso grazie alla figlia Anna.
Casa_albergoGiovanni Battista Robasto, per i concittadini “Batistino”, nato nel 1926 e morto nel 1984, ebbe modo di manifestare il suo appoggio a questa Casa fin da quando essa era solo una bella idea e riuscì a vederne l’inaugurazione, avvenuta nel 1983. Ci piace riportare un tema scritto da lui, quando la seconda guerra mondiale stava per finire (in questo gruppo di bambini degli anni Trenta il piccolo “Batistino” è il quarto bambino da sinistra dell’ultima fila). Nello svolgimento, il bambino, divenuto giovinotto, esprime, nello stile raffinato, e un po’ aulico tipico dell’epoca, i suoi sentimenti di orgoglio e di affetto per il “borgo natìo”.

Il tema:  Il paesaggio che mi circonda (breve descrizione del luogo in cui mi trovo).

Sotto un bianco vessillo crociato dondola una barchetta nelle acque azzurre d’un fiume ed a lato spicca nel verde dei campi all’ombra di un bosco una bianca casa.
Questo è l’emblema del nostro stemma sopra cui nitide si vedono scritte queste parole: “locus umbre actus”.
Ecco in sintesi rappresentate le caratteristiche del mio paese natale: Lombriasco. Paese campagnolo posto nella piena libertà dei campi, bagnato da un lato dalle acque del Po.
Lontano dai traffici della città e fuori dal fumo delle fabbriche, aleggia nella sua umida atmosfera solo il canto beato della natura e l’ossigeno ristoratore dei suoi boschi.
Alla vita agitata dei centri urbani si pone in antitesi la calma tradizionale del campagnolo, che, ministro della madre terra, donando a lei le sue fatiche ed i suoi sudori, dispensa per la vita dei popoli i suoi frutti, che non vengono meno.
Alla velocità della macchina moderna non distoglie quella dei suoi giumenti.
Allo strumento di precisione mette a lato l’aratro e la vanga, strumenti plurisecolari di pane e di vita. Alle teorie moderne la sua mente quadrata, da cui scaturisce quel buon senso popolare, che è a base di tutte le dottrine sociali.
E di ciò se ne vanta.
“Sono uomini per lo più robusti e di mente sveglia” dice uno storico di questo paesello, che non supera le mille anime.
Le povere e vecchie abitazioni non degradano l’animo di questa gente rozza, poiché in esse v’è pace e sorriso, e la benedizione di Dio.
Fedeli alle tradizioni dei padri, che la storia del luogo mette in evidenza e collauda nel sacrificio fino all’eroismo, i figli vivono nella pace domestica all’ombra materna della Chiesa Parrocchiale, che si eleva di fianco d’un vetusto castello, sede dei vecchi canti, ora dimora dei Figli di D. Bosco, godendo della sua luce benefica.
Dio-Patria-Famiglia trinomio indissolubile, chiave della nostra felicità è naturalmente scolpito nell’animo di questa popolazione.
I canti degli uccelli sono le nostre orchestrine. L’umore del vino, il bacio del sole, ed il tradizionale gioco delle bocce incoronano le ore felici di questa brava gente.
La brezza notturna, il chiaro di luna e la visione lontana delle bianche nevi alpine accompagnano il canto degli amici.
Vicino un mormorio si sente: sono le acque del Po che passano, accarezzano le nostre terre e vanno. Dei pescatori spingono con forza le barche, la preda lotta, impigliata nelle reti. E tutt’intorno canta il creato e dice: ”In campis vita”.

Lombriasco, 14 aprile 1945